La lettera: “Fiorentina, evita altri rimpianti e valorizza i tuoi talenti (…toscani)”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Luca.

In questi ultimi anni sono particolarmente attratto dal calcio fiorentino, visto che ho la fortuna di avere uno dei miei figli che fa parte delle giovanili e gli è stata data l’opportunità di fare questo percorso di vita e di sport che non a tutti è permesso. Non posso fare a meno di leggere tutto sulla Fiorentina, seguire le tv locali fiorentine, e mi sono fatto una mia personalissima idea dei settori giovanili in genere. Innanzitutto debbo ringraziare il Presidente, che mi permetto di chiamare Rocco: sin da subito ha capito l’importanza di un centro sportivo dove far crescere i giovani, specialmente toscani e italiani, e che la forza viene dal territorio, dall’attaccamento ai colori della maglia ai valori del tifoso.

Se dall’alto vengono esternate queste idee di gestione, a cascata tutti i collaboratori, dirigenti, osservatori e allenatori, non devono far altro che conformarsi. E quindi gestire il vivaio con il prodotto nostrano, farlo crescere sino a portarlo alla porta di casa della prima squadra. Negli anni diversi giocatori, ma non molti, hanno fatto questo percorso. Alcuni ce l’hanno fatta, altri si sono persi ed altri la Fiorentina li ha persi. Inutile stare a fare i soliti nomi: Mancini, Zaniolo, Gollini…

Che differenza tra Italia e estero

Leggi le formazioni delle nazionali giovanili e trovi sempre giovani che vestono la maglia viola, quindi la qualità in riva d’Arno c’è, perché lo sappiamo bene che non ti regala niente nessuno. Anche oggi abbiamo convocati in Under 21, Under 19 e Under 17: ma come mai non giocano in prima squadra? Fanno parte della rosa, mi risponderanno, ma non giocano mai. Vero che ci vuole anche un allenatore che crede nei giovani ed una società che lo sostiene, ma all’estero sono tutti ammattiti?

Il Barcellona ha giocato in Champions contro la Juventus con due 2002 in campo, il Bayern ha fatto esordire un 2003, l’Ajax è imbottito di millennial, il Manchester United ed il City idem! E noi in Serie A si ha paura a farli giocare. Comunque anche qualche italiana non ha timore, vedi Bologna, Sassuolo, Verona, Sampdoria, Milan.

In Toscana il talento c’è

Vero che Firenze è una piazza esigente, ma che senso ha andare a strapagare giocatori per vederli giocare come stanno facendo, oppure vederli regolarmente seduti in panchina? Allora meglio un giovane di casa nostra. L’altra sera ho ascoltato la profezia di Amoruso su Martinez Quarta: “Questo gioca alla sudamericana, al primo intervento in scivolata gli danno il rosso”, detto fatto.

Ci vuole coraggio con i giovani e di giovani bravi in giro ce ne sono. In Toscana non mancano i talenti, ma bisogna dal loro fiducia. Far capire loro che il percorso nelle giovanili sarà lungo e che la società visto che li ha selezionati li aspetta perché ci crede. Poi, se arriva uno bravo da Bari o da Pordenone ben venga, ma non perché viene da lontano sarà per forza più bravo di quello dell’Isolotto!

Una speranza, un’utopia? Forse direi più una consapevolezza, che anche i giovani italiani e nostrani possano dire la loro. Non facciamo che un domani li si debba rimpiangere. Firenze è passione, la Fiorentina è una maglia che come la porti un giorno non te la vorresti più levare.

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