Mazza: “Ecco come lavora la Primavera durante questa pausa forzata”

Giuseppe Mazza, preparatore atletico della Primavera viola, ha parlato a Violachannel

In questo momento di difficoltà, dove lo sport si è fermato, che tipo di attività avete previsto per i ragazzi che sono a casa? Durante questa pausa “forzata” è molto importante continuare a svolgere un’attività fisica moderata per favorire il mantenimento del sistema aerobico e neuromuscolare, quindi per evitare un decremento eccessivo della condizione fisica, soprattutto per l’incertezza della ripresa dell’attività, che a quanto pare non sembra essere imminente. Abbiamo inviato, in accordo con staff tecnico e sanitario, dei programmi di lavoro generali ed individuali con scadenza settimanale sia da un punto di vista organico, muscolare e posturale. Giustamente, ci adeguiamo di giorno in giorno alle nuove direttive del Governo e pertanto abbiamo previsto un programma di lavoro “a casa” inserendo inoltre tutti i lavori individuali che quotidianamente i calciatori svolgevano anche al centro sportivo pre e post allenamento.

Come stai monitorando il lavoro e con quale cadenza sei in contatto con i giocatori? Prima di iniziare lo svolgimento del programma abbiamo chiesto ai ragazzi di accertarsi che le eventuali problematiche fisiche fossero state smaltite e curate in maniera adeguata, questo in comune accordo con il nostro staff sanitario. Praticamente, visto il tempo a disposizione, siamo a contatto giornalmente con ogni calciatore; abbiamo inoltre “suggerito” di inviarci report giornalieri tramite delle applicazioni dedicate su smartphone; facciamo fede al loro background di lavoro svolto e siamo sicuri della maturità che avranno per affrontare al meglio questo periodo (al momento difficile da quantificare) di inattività.

Quanto è importante continuare a “muoversi” anche rimanendo a casa? Come dicevo prima è molto importante non abbassare eccessivamente i livelli di fitness di ogni atleta, ma permettimi di fare un appunto anche per chi non pratica attività fisica a livello agonistico; è determinante come dici tu “muoversi” il più possibile (nonostante le inevitabili restrizioni governative), in quanto l’attività fisica è riconosciuta ormai a livello mondiale anche come “terapia medica” (oltre a tutti i benefici sulla salute che la scienza dello sport afferma da sempre), confermando, insieme ad un corretto stile di vita (alimentare, riposo ecc..), tutta la sua efficacia contro diverse patologie, soprattutto in un momento di “costretta” sedentarietà.

Tu come stai e come passi le giornate? Al momento, fortunatamente, io ed il mio staff stiamo bene. Già da settimane la società, in modo inequivocabile e preventivo, ha sospeso tutte le attività, cercando di preservare al massimo il nostro stato di salute e quello dei propri atleti. Durante le mie giornate, oltre naturalmente a monitorare i ragazzi, cerco di combattere la sedentarietà, mi aggiorno leggendo qualche libro/articolo, parlo molto al telefono, con la famiglia, con amici e colleghi di vecchia data, e penso, con ottimismo, al lavoro di ripresa sperando di tornare in campo il prima possibile. Colgo l’occasione per inviate tutto coloro che vorranno farlo a raccogliere fondi attraverso l’iniziativa messa in atto dalla società:  https://www.gofundme.com/f/sadjn7-forza-e-cuore“.

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