Emma Lombardi è il volto nuovo della Fiorentina di Pablo Piñones-Arce. Classe 2007, dopo l’esordio in Serie A dello scorso 5 ottobre ha conquistato sempre più spazio, riuscendo anche a conquistare un posto nella Top 11 della quarta giornata. Ai canali ufficiali della FIGC, Lombardi ha raccontato il suo momento attuale e non solo.
Sulla Fiorentina
Non mi aspettavo di partire dall’inizio nelle ultime gare, e ancora meno di rientrare nella Top 11: è stato molto emozionante. Mister Piñones-Arce a volte è severo ma molto bravo e soprattutto non guarda l’età: guarda quello che fai. A me chiede di uscire dalla zona di comfort, di provare anche le cose difficili, e questo mi stimola tantissimo. In squadra gioca tanto anche la mia coetanea, Maya Cherubini. È un segnale chiaro: se meriti, giochi.
Negli anni scorsi, anche se giocavo tanto in Primavera, non avevo in testa ‘devo fare carriera’. Mi piaceva e basta. All’Europeo U19 in Polonia ho capito quale doveva essere il livello: siamo arrivate in semifinale, abbiamo perso con la Spagna, ma grazie a quel percorso ci siamo qualificate al Mondiale U20. Lì ho visto cosa serve davvero: intensità, cura del dettaglio. Da quel momento la mia testa è cambiata.
Quando ho saputo che avrei fatto la preparazione con la prima squadra ho capito che la mia visione del calcio doveva evolvere: ho deciso di metterci tutta la testa e tutte le mie energie. L’anno prossimo c’è il Mondiale U20: ovviamente ci spero.
Mi trovo benissimo: il gruppo è unito, tranquillo, tutte provano ad aiutarmi. Ci sono tante straniere e per me è positivo: mi costringono a parlare inglese. Mi sento proprio scarsa, però mi sforzo e sto migliorando.
Gli inizi
Ho cominciato con i maschi nella provincia di Pisa, dove sono nata. La prima squadra femminile è stata il Livorno, poi Empoli e Fiorentina. I miei genitori mi hanno sempre seguita. Ho un fratello, Davide, che ha vent’anni, e una sorella gemella, Sara, che è completamente diversa da me: lei fa ginnastica artistica. Io l’ho provata, ma non era il mio posto: ho sempre preferito il calcio. Agli Europei in Polonia sono venuti tutti: i miei hanno fatto praticamente le ferie lì estive per seguirmi. Per come sono fatta io, che sono timida, a volte mi imbarazza vederli lì tutti per me, però sono molto felice: mi hanno sempre appoggiata.
Fuori dal campo
Faccio il liceo scientifico-sportivo. In futuro mi piacerebbe restare nell’ambiente dello sport, magari medicina o fisioterapia. Non voglio scegliere adesso una sola strada.
Mi è sempre piaciuta l’adrenalina. Mi piace camminare in montagna da quando sono piccola, sciare, viaggiare e scoprire posti nuovi. Avrei voluto provare il bungee jumping, ma adesso che gioco in Serie A direi proprio che non è il caso… E qualche anno fa avrei voluto fare un corso di sub. Anche al cinema cerco quella sensazione lì: mi piacciono i film di paura, quelli di suspense, i polizieschi. I romantici non fanno per me!
Non mi sento arrivata, anzi. Però ho capito che posso fare la calciatrice professionista, e che dipende solo da me. Non sono una che parla molto: devo lavorare e dimostrare con i fatti che sono pronta.
