Galloppa: “Ringrazio la Fiorentina. Ecco perché ho scelto il Modena”

Galloppa

Daniele Galloppa si è presentato come nuovo allenatore del Modena. Le parole dell’ex tecnico della Fiorentina Primavera in sala stampa.

Sulla Fiorentina

Ognuno di noi è figlio di percorsi, ho avuto la fortuna in questi anni di lavorare sei anni per la Fiorentina, mi sento di ringraziare una società che mi ha fatto crescere tanto, dove abbiamo lasciato qualcosa di storico ma più che altro abbiamo lasciato tanto anche come rapporti, come umanità e come relazioni. Mi sento di ringraziare tanto la Fiorentina e le persone che hanno lavorato con me perché credo sia giusto.

Perché ha scelto il Modena

Dalla Primavera alla Serie B? Tanta responsabilità. Chiaro che è un passaggio grande, me lo sento addosso, il percorso da quel punto di vista lì era finito e avevo già comunicato che sarebbe finito a prescindere. Poi la scelta per me è stata facile. Sono stato scelto dal Modena e ho detto sì al Modena per la serietà delle persone, perché è una piazza in cui ho giocato ed è una piazza ambiziosa, e perché avevo anche delle priorità familiari.

Una domanda… filosofica

Credo che a volte il calcio una logica non ce l’ha. Ci sono allenatori che allenano da tanti anni e che poi magari sono tornati indietro, hanno fatto altro tipo di scelta. Allenatori che invece hanno avuto un exploit velocissimo e sono rimasti a livelli altissimi. Io penso che chi sceglie ha coraggio e quando scegli puoi piacere o non piacere, ma tanto hai coraggio e già questo è qualcosa da dargli conto. Ecco, io penso di aver fatto. Non posso dire se è giusto o non è giusto, se è questo che meritavo. Ho fatto un percorso, sicuramente nessuno mi ha regalato nulla e sicuramente non sono nato imparato. Ho smesso di giocare a 31 anni, ho allenato in D, ho allenato le giovanili, ho fatto sei anni alla Fiorentina. Quindi io penso che la mia gavetta, per dire che poi un passo me lo sia meritato, l’ho fatta. Nessuno mi mai regalato nulla e questo mi è servito a farmi trovare preparato sotto tanti punti di vista perché comunque ho fatto scuola, poi se si nasce allenatori non lo so. Per me sotto alcuni aspetti sì, se sotto alcune cose ci si diventa con lo studio, ci si diventa lavorando, ci si diventa standoci dentro, questo non lo so dire, però io quando ho smesso di giocare mi sentivo l’idea di provare a fare questo mestiere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.